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Cocktail: alcuni consigli per memorizzarli

Memorizzare le ricette

Memorizzare le ricette dei cocktail non è cosa semplice. Se le ricette fossero due o tre, potrebbe andare bene l’approccio classico, memorizzo singolarmente ogni ricetta. Le ricette da memorizzare però sono alcune decine, come si può fare, allora, per facilitarci il compito e tenere in memoria le ricette per tempi lunghi?

Risposta: SI devono analizzare le ricette e trovare somiglianze e differenze.

Si devono considerare e mettere in relazione:

  1. ingredienti
  2. preparazione
  3. quantità
  4. famiglie di appartenenza

Nelle ricette che stiamo studiando: americano, negroni, dry martini, manhattan, daiquiri, bacardi margarita, mojito, mimosa, white lady, sidecar, paradise, gin fizz, grasshopper, alexander, stinger, bloody mary, le ricette sono tutte diverse ma, tra queste, ci sono molte somiglianze.

Cosa accomuna ricette come daiquiri, bacardi, margarita, sidecar, white lady e paradise? Sono virtualmente tutti sour perché tra i loro ingredienti si trova un succo d’agrume.

Il più famoso dei sour è il whiskey sour, composto da tre ingredienti.: una base alcolica, un aromatizzante, un neutro o dolcificante mentre il quarto ingrediente, a volte facoltativo, è l’albume, necessario per creare la consistenza e la densa schiuma superficiale caratteristica di questi drink.

Conoscendo la ricetta di base, ho due informazioni importanti. Come sour so che hanno tutti un succo di frutta e per questo si preparano tutti nello shaker.

Dovrò ricordare quali cocktail hanno tra gli ingrdienti, l’uno o l’altro succo. Il cocktail prende il nome dalla base alcolica, per il whiskey sour, è il whiskey, per il brandy sour è il brandy, e il Pisco sour come si prepara? Allora perché il sidecar non lo chiamo cognac sour? Analizza le ricette e trova quale ingrediente, a volte facoltativo, caratterizza la preparazione dei sour.

Long Drink Menta

Alcuni tra questi hanno la stessa base alcolica, quindi associo i nomi dei cocktail alla base alcolica, Altri hanno in comune uno o più ingredienti e faccio la stessa operazione: associo l’ingrediente alla ricetta. Es: rum bianco: bacardi, daiquiri, mojito; succo di limone: white lady, sidecar, che in comune hanno anche il “dolcificante” vale a dire un liquore dolce o uno sciroppo, in questo caso il triple sec. E ho già due informazioni su questi due cocktail,

Devo memorizzare solo che uno usa il gin e l’altro il brandy, Il margarita è uguale, sostituisco il rum bianco del daiquiri con la tequila e il gioco è fatto, devo ricordare solo che il margarita, nella versione short drink è un crusta. Cosa caratterizza la preparazione dei crusta?

Le preparazioni sono uguali; sono tutti sour, ovvero cocktail resi opachi dal succo di frutta e pertanto richiedono lo shaker.

Quali sono le somiglianze o differenze tra mojito e gin fizz? Nel mojito dobbiamo ricordare il rum bianco, Se conosco le famiglie dei cocktail so che i fizz hanno ingredienti fissi come: aromatizzante (succo di limone) e diluente (soda water) e uno variabile (la base alcolica), da cui prende il nome il cocktail, in questo caso il gin.
La preparazione è uguale per tutti. Se conosco la preparazione base dei fizz devo memorizzare solo un paio d’informazioni e non due ricette complete.

Suggerimento

Il segreto per memorizzare i cocktail e fare una lista o una tabella dove annotare tutte le differenze e le somiglianze. Scrivere la tabella, seppur incompleta, aiuta a ricordare le ricette perché richiede studio e analisi delle ricette e delle famiglie dei cocktail.

Per compilare una tabella la domanda base è: cosa accomuna grasshopper e alexander? In cosa si assomigliano mimosa e paradise? In cosa si assomigliano e differenziano americano e negroni? Dove posso dire che dry martini e manhattan sono uguali?

Lo sforzo rimane nel ricordare le quantità, che in vista dell’esame è importante, meno nel mondo reale dietro il banco bar, dove esperienza, internet o un ricettario, possono aiutare nel tamponare una dimenticanza e dove è possibile preparare i pre mix come il sweet and sour

Cocktail-panna-caffè

Quando si deve usare lo shaker e quando il mixing glass

Quando devi studiare le ricette dei cocktail, se conosci la differenza nell’uso di shaker o mixing glass, hai alcune informazioni in meno da memorizzare. Rivediamo in breve quando usare lo shaker e quando il mixing glass.

Si deve utilizzare lo shaker tutte le volte in cui la trasparenza del cocktail è preclusa dalla natura degli ingredienti o di un solo ingrediente. Gli ingredienti, utilizzati anche in piccole percentuali che richiedono lo shaker sono: succhi di frutta, spremute, sciroppi, liquori molto dolci, uovo, crema di latte.

Si usa il mixing glass quando il drink deve restare limpido e trasparente. Gli ingredienti che richiedono l’uso del mixing glass sono i vini aromatizzati come il vermut, e i vini liquorosi quali marsala, sherry, porto.

Quando liquori o creme di…, incontrano un “vinoso”, e nessun altro prodotto che precluda la trasparenza del cocktail, la scelta dello strumento può essere fatta pensando al fattore visivo che si vuole esaltare.

Se si vuole lasciare il cocktail limpido e trasparente, si utilizza il mixing glass. Se si vuole l’opacità, o un aspetto “agitato”, si preferisce lo shaker.

Con lo shaker quasi sempre si preparano cocktail “tutte le ore”, long drink e after dinner. Nel mixing glass preparo sempre pre dinner.

Come al solito ci sono le eccezioni. La prima è James Bond che il suo cocktail vodka martini lo vuole agitato e non mescolato, e lo stinger, che il nuovo ricettario IBA (International Bartenders Association) lo vuole preparato nel mixing glass.

Shaken not stirred


L’uso dello shaker è importante anche per la piccola quantità di ghiaccio in forma di piccole scaglie che filtrano dall0 strainer e galleggiando sulla superficie del cocktail lo mantengono fresco più a lungo.

Compito

Crea una tabella, utilizzando, se vuoi, un foglio di calcolo, sulla quale riportare somiglianze e differenze. Nella creazione della tabella è preferibile che la prima riga abbia come intestazione il nome del cocktail Le colonne dovrebbero riportare come voci le caratteristiche del cocktail, partendo dalla base alcolica

Un secondo approccio potrebbe essere una tabella che parte dalle basi alcoliche per elencare tutti i drink con quel distillato al quale segue l’elenco di somiglianze o differenze.

Conclusione

Questi sono alcuni suggerimenti e non si vuole pensare che siano le uniche tecniche utili per ricordare le ricette dei cocktail Se hai suggerimenti su come memorizzare i cocktail, puoi dare il tuo contributo utilizzando il modulo dei commenti che trovi qui sotto.

2 Commenti

  1. Grande articolo,molto interessante !!grazie!!
    Proverò a dare la tabella come verifica!!
    Ottima idea!!
    Buona serata
    Dilva

  2. Davvero interessante!!!
    Queste indicazioni mi saranno utili per memorizzare i cocktail inseriti da poco nel nuovo ricettario IBA.
    Complimenti!
    Saluti,Luigi.

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