Cos’è l’organico

I rifiuti organici sono tutte quelle sostanze di origine vegetale o animale (residui di cucina, scarti di potatura del verde pubblico e privato ecc.) che giornalmente occupano circa un terzo dei rifiuti solidi urbani. Essendo, per loro natura, umidi danno problemi di liquefazione dei composti  nelle discariche, elevati costi (ed emissioni nocive) per l’incenerimento, fermentano e producono cattivi odori. Per smaltire i rifiuti organici è necessario trasformarli in una sostanza utile, attraverso il processo di compostaggio. È però fondamentale, per poter compostare, escludere dalla raccolta ogni tipo di rifiuto che impedirebbe il processo di trasformazione (liquidi, metallo, vetro, porcellana e terracotta, medicinali, garze e cerotti, assorbenti e pannolini). Effettuare una corretta differenziazione è quindi fondamentale per poter procedere correttamente allo smaltimento più opportuno.

I maggiori rifiuti organici sono:

avanzi di cibi crudi e cotti, lische di pesce, ossi, residui di pulizia delle verdure, gusci di crostacei, di frutta secca, d’uovo, pasta, sfarinati, terra, erba e foglie secche, rifiuti di giardinaggio (fiori e piantine recisi), residui di legno, stuzzicadenti, sughero (non sintetico), cenere, carbone, fiammiferi, fondi di caffè e di tè, lettiere di cani e gatti (non sintetiche), carta unta, fazzoletti sporchi, ecc.

di: Jacqline, Lucrezia, Aurora

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